L'AUTRICE: Carla Rossi è docente titolare di Filologia Romanza presso l'Università di Zurigo. Giornalista per varie testate internazionali dal 1987. Ha pubblicato saggi storici e filologici, edizioni critiche e opere di narrativa, in italiano, inglese e francese; molti suoi lavori, che hanno ricevuto svariati premi, sono stati tradotti, tra l'altro, in giapponese, olandese e turco. Traduttrice dal tedesco per la RAI di documentari storici e, per l'ed. Sellerio, di opere di Károly Kerényi e di Hermann Hesse.

In copertina: Liliana Latis (1921-1944).

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Sul confine italo-svizzero 1943-1945. Il labile destino di alcuni profughi ebrei

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  • Il complesso  lavoro di ricerca qui edito è incentrato non sulle istituzioni (le cui politiche vengono, comunque, storicamente contestualizzate), ma sulle persone che vissero e operarono sui due lati del confine italo-svizzero durante la Shoah. Si sono ricostruite le vicende sia di alcuni "salvati", che vennero accolti dalla Confederazione Elvetica tra il 1943 e il 1945, sia di alcuni "sommersi", respinti alla frontiera (spesso arrestati e deportati non appena rientrati in Italia), per comprendere come funzionarono tanto le reti di salvataggio allestite da chi, mettendo a repentaglio la propria incolumità, soccorse gli ebrei in fuga, quanto le organizzazioni di delatori, attratti dalla doppia ricompensa in denaro (degli ebrei, che pagavano per essere condotti in salvo, e della polizia nazi-fascista, che offriva una lauta somma per ogni ebreo catturato). Si è inoltre analizzato l’atteggiamento di singoli funzionari verso i fuggiaschi.

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